venerdì, luglio 10, 2009

Il senno del sapere



La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità.

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martedì, luglio 07, 2009

La visione e la passione...

"Sangue dalla spalla di Atena"
di Daniel Dreiberg


[...]

Quando fissiamo il nero sguardo di un parrocchetto, dobbiamo auto-imparare a cogliere anche la fredda follia aliena che Max Ernst ha percepito quando ha scelto di rappresentare le sue spose nude con piume scarlatte e teste mostruose di uccelli esotici. Quando una rondine marina o un nibbio vengono catturati dall'occhio azzurro della nostra Zeiss, dobbiamo riuscire a rivedere il volo al rallentatore dei gabbiani color seppia nelle prime fotografie cinetiche di Muybridge, mentre battono le bianche ali, tracciando una lenta linea di oscilloscopio nel tempo e nello spazio.
Guardando un falco noi vediamo le minute differenze della lunghezza e della forma delle piume, laddove invece gli antichi Egizi vedevano Horus e l'occhio bruciante della sacra vendetta incarnata.
Finché non trasformeremo i nostri avvistamenti in vere visioni; finché il nostro orecchio non sarà abbastanza maturo da ricavare una sinfonia dal puro pandemonio di una voliera; fino ad allora avremo un hobby, ma non una passione.


[...]


Oggi, quando osservo qualche esemplare di Carine Noctua, cerco di guardare oltre il fine piumaggio grigio delle zampe, oltre le macchie argentee disposte in file ordinate, come fuochi d'artificio sulla sua fronte. Invece cerco di vedere l'uccello la cui immagine i greci incisero sulle loro monete, assiso sulle spalle di Pallade Atena, che ne condivideva l'immortale saggezza. Forse, invece di misurare i ciuffi di piume sopra le orecchie, dovremmo chiederci cosa possano aver mai udito quelle orecchie. Forse, quando pensiamo a come si ancorano al ramo, con due artigli davanti e il dito esterno reversibile girato posteriormente, dovremmo fermarci un attimo e pensare che quegli stessi artigli un tempo devono aver fatto uscire del sangue dalla spalla di Pallade Atena.


Tratto da "Watchmen", di Alan Moore e Dave Gibbons, 1986/'87.



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venerdì, luglio 03, 2009

Dei diritti e delle pene...

"Fondare una responsabilità penale che prescinda da una condotta umana criminosa, che si basi dunque unicamente su uno stato personale o su una situazione indipendente dal comportamento, significa servirsi della sanzione penale non già come strumento punitivo per l'affermazione di una responsabilità, ma come mezzo per annientare fisicamente una persona in ragione delle sue qualità personali".

F. Palazzo, Corso di Diritto Penale. Parte Generale.



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domenica, giugno 28, 2009

Una sete che non si spegne mai...

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venerdì, giugno 19, 2009

Il vaccino per la realtà

Bodie Carlyle: Non lo chieda a me. Io non ho mai capito che cosa ci trovasse. Gli altri bambini sniffavano benzina o colla per modellini. Rant invece passava l'estate steso sulla sabbia a pancia in giù vicino a un cespuglio di artemisia. La gente, da queste parti, fa di tutto per evadere dalla realtà, mentre Rant cercava di prepararsi ad affrontarla.
Quelle buche schifose, quei sassi che sollevava di una fessura, quei posti in cui non riusciva a vedere erano il futuro che ci faceva paura. Ogni volta che infilava le mani nel buio e non moriva, Rant aveva un po' meno paura. Si tirava su i pantaloni e alzava un piede. Si sedeva lì, in mezzo al deserto, e infilava il piede nudo nella tana di un coyote, lentamente, come quando ti bagni l'alluce nell'acqua per vedere se è troppo calda o troppo fredda. Io lo guardavo. Rant appoggiava le mani sulla sabbia, chiudeva forte gli occhi, faceva un bel respiro e tratteneva il fiato.
In fondo alla buca poteva esserci una puzzola, un procione, un coyote femmina coi cuccioli o un serpente a sonagli. Prima la sensazione morbida del pelo, o liscia delle squame, il tiepido o il freddo, e poi -zac!- la stretta dei denti, e la gamba di Rant cominciava a tremare. E lui mica la tirava via, come farebbe chiunque, facendo ancora più danno perché i denti stringono forte. No, Rant aspettava che la bocca allentasse la presa. E magari stringesse una seconda volta. Affondasse i denti per bene. E poi mollasse. Annoiata. Poi un piccolo sbuffo di fiato caldo sulle dita. La sensazione di una lingua umida che sottoterra gli leccava il sangue.
A quel punto, Rant tirava fuori il piede dalla buca, con la pelle strappata e maciullata, ma ripulita dalla terra con la lingua. Quella pelle tutta pulita che sanguinava -plic, plic, plic- che gocciolava sangue puro. Con due occhi che vedevi soltanto la pupilla nera enorme, dilatata. Rant si sfilava l'altro calzino, tirava su l'altra gamba dei pantaloni e infilava un altro pezzo nudo di sé nel buio, per vedere cosa succedeva.
Per tutta l'estate le dita dei piedi e delle mani di Rant avevano la pelle strappata, macchiata di sangue ai bordi. Morso dopo morso, goccia di veleno dopo goccia di veleno, Rant si stava preparando per qualcosa di più grande. Si vaccinava contro la paura. Qualunque fosse stato il suo futuro, un lavoro di merda, o il matrimonio, o il servizio militare, sarebbe stato sempre meglio di un coyote che ti mastica un piede.

Chuck Palahniuk, Rabbia. Una biografia orale di Buster Casey, 2007.


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giovedì, giugno 04, 2009

Oscuri giorni

Spacciare deliberate menzogne e credervi con purità di cuore, dimenticare ogni avvenimento che è divenuto sconveniente, e quindi, allorché ridiventa necessario, trarlo dall'oblio per tutto quel tempo che abbisogna, negare l'esistenza della realtà obiettiva e nello stesso tempo trar vantaggio dalla realtà che viene negata... tutto ciò è indispensabile, in modo assoluto.
(da La teoria e la pratica del collettivismo oligarchico di Emmanuel Goldstein; 1950)


George Orwell, 1984, 1948.


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lunedì, maggio 25, 2009

Happy Towel Day

La Guida Galattica per gli Autostoppisti dice alcune cose sull'argomento asciugamano. L'asciugamano, dice, è forse l'oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.



Douglas Noel Adams, Guida Galattica per gli Autostoppisti, 1979.


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Etimologie politiche

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