martedì, marzo 02, 2010

L'Uomo visto dalla Luna

"Moon"
Regia di Duncan Jones, GB, 2009.

Sam Bell (Sam Rockwell) è l'unico tecnico e abitante di una stazione mineraria sulla luna, la cui sola compagnia è costituita dal computer parlante GERTY (nella versione originale doppiato da Kevin Spacey). Giunto al termine dei suoi tre anni di contratto, Sam patisce sempre più il peso di un isolamento così prolungato e della lontananza dai suoi familiari. Un incidente dovuto alla stanchezza, però, lo obbligherà a confrontarsi con se stesso e con alcune amare verità.

Un po' "2001: Odissea nello spazio", un po' "Solaris", un po' "Alien", un po' "Atmosfera Zero", questo bell'esempio di fantascienza indipendente, più che scimmiottare, omaggia degnamente i classici della "fantascienza umanistica" e, a livello visivo, rinuncia alla scelta facile degli effetti digitali per ricorrere alla tecnica dei modellini.

Semplice, ma ben girato. Tagliato e cucito (ovvero scritto) su misura per Sam Rockwell, perfettamente a proprio agio nella parte dello stralunato (perdonatemi il gioco di parole) al limite della follia.

Uno di quegli esempi di fantascienza che parlano dell'Uomo e non puntano sull'appeal dell'effetto speciale baluginante.
È incredibile come il ristretto spazio scenico della base mineraria della Lunar riesca ad essere più significativo di qualsiasi mirabolante ripresa aerea sulla iperdettagliata fauna del cameroniano pianeta Pandora!...

Vivamente consigliato agli amanti dei racconti di Asimov, Bradbury e Sheckley, ai nostalgici della fantascienza cinematografica di fine anni '70/primi '80 ed a tutti quelli che hanno sognato su certe belle storie a fumetti con gli astronauti solitari nel nulla dello spazio...



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