mercoledì, febbraio 24, 2010

Quei maledetti anni '80...

"The Informers - Vite oltre il limite"
Regia di Gregor Jordan, USA/Germania, 2009.

Tratto dal libro di Bret Easton Ellis intitolato "Acqua dal Sole" (or. "The Informers") del 1994, il film è un racconto corale che narra la girandola di vite a base di sesso, droghe ed apatia nelle vite tanto lussuose quanto annoiate di una cerchia di personaggi dell'alta società losangeliana del 1983, mentre intorno a loro aleggia l'ombra dell'HIV.

Non ho mai letto niente di Bret Easton Ellis, ma dopo "American Psycho" e questo "The Informers", comincio a pensare che i suoi libri non siano adatti alla trasposizione cinematografica... o, forse, sarà solo sfiga?...

In fondo, a noi che gli anni '80 li abbiamo vissuti nella provincia italiana, tra i miraggi della Milano tutta moda e Ramazzotti e gli spot delle merendine sulle tv commerciali, questi anni '80 losangeliani a base di soldi, sesso promiscuo e droghe di lusso, sembrano qualcosa di estraneo, quasi alieno.
Il fatto, poi, che il film sia stato prodotto adesso (nel tempo in cui il tronfio edonismo narcotizzato è materia narrativa più che popolare, arrivando addirittura ad avere un filone tutto suo tra le produzioni seriali televisive come "Nip/Tuck" e "Californication", tanto per dirne un paio), probabilmente incide sull'impatto tematico che poté, invece, avere il libro al tempo della sua uscita in libreria!...

Or dunque, basta infarcire il cast di star controverse e dannate (Kim Basinger, Mickey Rourke, Billy Bob Thornton, Winona Rider, Brad Renfro, ecc ecc) per rendere altrettanto maledetta la trasposizione su pellicola di uno degli autori più maudit della narrativa statunitense contemporanea?!... L'esito di questo film, mi suggerirebbe di no e, a parte alcuni momenti interessanti (pochi, dal mio punto di vista), il tutto sembra scadere in una melensa e trascinata soap opera familiare a base di quegli eccessi patinati che noi, poveri mortali (per fortuna) non vivremo mai, dove le storie dei vari personaggi si sfiorano in maniera un po' insapore e con una meccanica alquanto artificiosa, infarcita di languidi sguardi depressi e dialoghi al limite del tautologico...

Da quanto ho letto, sembra che dal film sia stato escluso il personaggio di un vampiro, che era invece contemplato dalla versione letteraria. Peccato!... Chissà che la presenza di un personaggio sovrannaturale non potesse donare all'intero testo filmico una chiave di lettura un po' diversa e leggermente più interessante.

Da quanto ho visto, nello scintillio dell'intera mise en scène della pellicola, tra le scialbe chiome platinate e ingelatinate ed i pallidi interni minimal-chic, spiccano con una certa forza il personaggio di Rourke (al quale, ormai, basta mostrare il proprio degrado fisico per riempire lo schermo della decadenza associata ai suoi personaggi) e la timida e insicura vulnerabilità del personaggio di Jack, reso da un ottimo Brad Renfro (qui alla sua ultima apparizione sullo schermo, prima della prematura scomparsa).

Consigliato?... ASSOLUTAMENTE NO!... Con buona pace dello scrittore Ellis, accreditato quale produttore esecutivo, ma subito dissociatosi dalla pellicola una volta visto il risultato finale!...


Etichette:

1 Comments:

Blogger witchblue said...

Io ho adorato American Psycho, sia il libro che il film. Si fanno tante trasposizioni peggiori di questo e a mio avviso è venuto fuori un bel film. Il libro è una escalation di crudeltà assurda, credo di non aver mai letto qualcosa di più cattivo.

6:58 PM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home