venerdì, ottobre 24, 2008

Lost in memories


Si può
sbagliare treno quando sei in viaggio con altre persone e prendere tutt'altra direzione di quella dei tuoi compagni di viaggio?... Beh... a me è successo, non so di preciso come sia accaduto, ma ora sono qui, su un treno che mi porta chissà dove... di controllori neanche l'ombra, altri passeggeri che conoscano la destinazione nessuno... altri passeggeri: nessuno... devo aver preso un treno che non prende nessuno... un treno che non prende nessuno, oppure nessuno prende il treno ora, qui... chissà altrove?... Conto gli sbadigli, i pali dell'elettricità lungo la linea ferrata... o sono del telefono?... Conto i peli sul dorso della mano: il dorso della mano d'orso che mi ritrovo... chissà dove mi sono perso, chissà se mi ritrovo, chissà dove sono?... Chissà quali sono le stazioni che continuiamo a passare tanto veloci da non poter leggere cosa c'è scritto sui lunghi cartelli azzurri... li conto... io sono uno che conta, in mancanza di altro o di altri, io conto... talvolta canto, ma perlopiù conto tanto... potrei leggere, potrei scrivere... se solo avessi con me ciò che mi serve: qualcosa da leggere, qualcosa per scrivere, qualcosa da scrivere... e invece è tutto da un'altra parte, su un treno che porta da tutt'altra parte... e allora canto pezzi di canzone, li monto pezzo su pezzo, canzone su canzone... tamburello con le dita ritmi accellerati, ritmi veri, assurdi o inesistenti... sbuffo annoiato... comincio a stancarmi di questo isolamento... la velocità diminuisce ancora... deve essere arrivato il capolinea?!?... Dev'essere arrivata l'ora di scendere... e magari di capire dove sono!...

Non mi sembra neanche vero di venir fuori dalla pancia di questo serpentone d'acciaio... finalmente basta... si, sono io che mi sono perso, ma non l'ho fatto apposta... Il nome che è scritto ovunque qui in stazione non mi dice niente, il paesaggio non mi dice niente, nessuno mi dice niente, soprattutto perchè non c'è nessuno, né niente... il paesino nel quale mi trovo è totalmente anonimo, omonimo a tanti altri paesini che, così come questo, in cui sto camminando io, potrebbero trovarsi altrove rimanendo comunque come sono. Non ho con me documenti che documentino chi sia, non ho più la carta d'identità: senza carta, forse senza identità. Arrivo nella piazza principale e senza nome, potrebbe esserci una fontana, potrebbe esserci un monumento o una chiesa o delle panchine, ma non c'è nulla di tutto ciò... mi siedo da qualche parte, continuando a chiedermi dove sono e continuando a chiedermi a chi possa capitare di perdersi nel nulla in questo modo... beh... scoppio a ridere alla risposta: nessuno!... Neanche a me!... Finalmente ho capito dove sono... lì dove sono tutti gli altri: da tutt'altra parte!...

(anno 1997)


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1 Comments:

Blogger Lo Zio said...

Questo è un pezzo scritto molti anni fa.
Spero mi perdonerete questo pizzico di autocompiacimento nostalgico, ma, contrariamente a quanto avviene di solito, per questo post sono partito dall'immagine e, successivamente, ho pensato al testo; ed è stata proprio l'immagine che ho postato a richiamarmi alla mente questo piccolo scritto senza pretese che non ho mai dimenticato.

La mia amica raffa conosce bene questo miniracconto e spero mi vorrà perdonare per un piccolo aggiustamento fatto per la pubblicazione sul blog.

Nel periodo in cui scrissi questo brano, il treno aveva per me un significato che oserei dire metafisico, per via dei numerosi spostamenti che facevo con questo mezzo, alcuni dei quali in condizioni piuttosto alienanti (viaggi anche di parecchie ore fatti in totale solitudine, spesso in condizioni di grande scomodità). Al tempo, questo genere di esperienze ebbe un grande impatto su di me, che ero circa ventenne e particolarmente propenso ad isolarmi nella lettura o nella scrittura. Il gusto del grottesco che già allora sentivo molto vivo in me, mi suggerì questo racconto, forse proprio per ironizzare sulle inquietudini e le insicurezze che mi attanagliavano in quegli anni.

Chissà cosa ne penserebbe un giovane di oggi di una storia del genere, ora che non esiste più viaggiatore senza iPod, Playstation o notebook al seguito; ora che, appena perdi di vista il tuo compagno di viaggio, sei già col telefonino in mano per chiamarlo e localizzarlo?!...

Saluti

12:43 AM  

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