mercoledì, ottobre 08, 2008

Distopia muscolare

E' di oggi una segnalazione dell'amico F3de a proposito di questa notizia.

La notizia mi ha fatto tornare alla mente una cosa:

Una volta ho letto un romanzo di fantascienza nel quale si narra di un paese e dello sport più seguito in questo paese. La popolazione era molto affezionata ed appassionata a questo sport al punto di farne quasi una forma di cultura. Ad un certo punto, con lo sviluppo socioeconomico di questo paese, gli investimenti in termini di risorse e denaro su questo sport cominciano ad essere sempre più importanti e si presenta la necessità di avere un ritorno adeguato a fronte degli investimenti fatti. Contemporaneamente, il business legato a questo sport si sposta sempre di più, per passare in mano ai mezzi di comunicazione, i quali, con lo sfruttamento dell'indotto, riescono ad acquisire pieno controllo sugli aspetti organizzativi e gestionali di questo sport, fino all'esito finale, quando si capisce chiaramente che il massimo controllo (e dunque profitto) su questo sport, lo possono avere riducendo al minino la sua realtà "umana" e rendendo la fruizione dello stesso una mera prerogativa dei mass-media (abbonamenti telematici, supplementi a pagamento, tesseramenti a scadenza, ecc).

Una delle cose divertenti di questo romanzo (si tratta pur sempre di narrativa fantastica, con una certa tendenza al grottesco) è una sottotrama secondo la quale, a un certo punto, il governo stesso del paese e tutte le aziende che in qualche modo ricavano un indotto dal suddetto sport, cominciano ad entrare nel gioco, a dare il loro contributo affinché il piano dei magnati dei media si realizzi (addirittura emanando leggi per la tutela e la commercializzazione delle tecnologie che servono a seguire questo sport), così anche loro possono mettere il loro contributo nel calderone ed avere la propria parte di zuppa quando sarà pronta e, per fare ciò, si arrivano addirittura a sabotare le manifestazioni sportive stesse, così da creare una certa urgenza di intervento.
Il meccanismo di amplificazione di questa politica arriva perfino a presentare dei vantaggi per le grosse aziende di trasporti (che così possono anche "fare un po' di ricottina" da ipotetici danni subiti) e, addirittura, per i singoli individui (c'è un capitolo molto divertente con un dipendente dell'azienda di trasporti che riesce finalmente ad approfittare della situazione per dichiararsi infortunato sul lavoro, mettersi in malattia, ottenere il riconoscimento di invalidità e rispettivi rimborsi previdenziali... il tutto col beneplacito e la benedizione dei suoi superiori che così possono vantare anche il danno "umano" subito dalla propria azienda).

Il romanzo finisce con il discorso di un politico che, mostrando un impeccabile sorriso smagliante, dichiara, durante un intervento in tv, di avere risolto i problemi di sicurezza provocati dallo sport nazionale; contemporaneamente, si gioca una partita dello sport in questione in uno stadio con gli spalti completamente privi di pubblico, ma totalmente traboccanti di telecamere, fotocamere, computer ed altri dispositivi per la trasmissione a distanza della partita stessa (se non ricordo male, quest'immagine si trova anche sulla copertina del libro).

Qualcuno di voi forse si ricorda il titolo di questo libro? Vabbe', poco importa... tanto è solo in un romanzo di fantascienza che possono succedere certe cose, vero?!...


L'originale di questa foto l'ho presa sul blog The Drifter

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